Luca Maffei, Perfumer di Atelier Fragranze Milano

Aggiornamento: 22 apr

Tra creatività, chimica e sensibilità accentuata


Maitre parfumeur, creatore, profumiere, aromatario; diversi sono gli appellativi che si riferiscono a chi di professione è un “Naso”. Attività affascinante, poco scontata, quanto antica; si pensi che già più di 4000 anni fa gli antichi egizi creavano profumi per colmare la distanza siderale tra terra e cielo, tra uomini e Dei.


La chiacchierata con Luca Maffei, 36 anni, figlio d’arte, uno dei più giovani nasi dell’eccellenza, ci ha permesso di meglio addentrarci in un mondo estremamente interessante ed ammaliante.


Luca Maffei


Fin dall’infanzia affascinato dal mondo della profumeria, che già da piccolo lo vede immerso tra le boccette di essenze del padre; Luca spiega come mai avrebbe immaginato di poter diventare un giovane naso, sebbene da sempre abbia desiderato lavorare nel settore.


Traspare quindi “Felicità consapevole” negli occhi di Luca; afferma infatti di essere felice del riconoscimento lavorativo avuto negli anni, ma allo stesso tempo, conferma di essere consapevole che la maturità creativa arriverà in futuro, con l’esperienza.


Sebbene sia figlio d’arte, Luca ci racconta che il percorso per diventare un naso segue un percorso comune. Una laurea in chimica, la frequentazione di una scuola privata del settore, o in Italia o in Francia che possa dare una formazione generale sulla profumeria, e poi l’accesso allo step finale. Luca definisce l’ultima fase come una fase romantica, in quanto l’allievo deve trovare un mentore (un naso già formato) che sia disposto a trasmettere la tecnica creativa.


Il settore della profumeria


Il settore della profumeria è settore di nicchia, con tanti appassionati ma anche tanti giovani che hanno voglia di farne parte. Sebbene possa sembrare un settore ristretto, Luca svela come sia invece altamente sviluppato; si pensi alla creazione di detergenti, detersivi o profumi d’ambientazione… ognuno di essi ha un naso.


Luca Maffei non nega che il settore sia estremamente competitivo sia tra grandi brand sia all’interno della medesima realtà; ma forse, è proprio il fatto che, come in ogni settore in cui la creatività gioca un ruolo fondamentale, l’alta competizione sia un elemento comune.

Nonostante l’alto tasso di competizione e la situazione pandemica Covid-19 la profumeria risulta essere, però, un settore con tasso positivo di crescita; questo ad indicare come in un certo senso le persone abbiano riscoperto il senso dell’olfatto.


Ma con la riscoperta dell’olfatto cosa porta i consumatori a scegliere un profumo di nicchia rispetto ad un profumo creato da un brand conosciuto (a parità di costo)? Luca afferma che gran parte della scelta del consumatore si basi sulla volontà o meno di percorrere sentieri rischiosi. Indubbiamente, il grande brand ha più capacità di comunicazione, distribuzione e gestione per la creazione di una determinata fragranza. Accordi che rassicurano il cliente. D’altro canto, il brand di nicchia, che ha meno immagine, tende ad investire di più in ricerca di ingredienti particolari e ha più coraggio di rischiare.


La creazione del profumo


La creazione del profumo è un processo creativo che richiede tempo, attenzione e precisione. Cuore pulsante della creazione della fragranza è il laboratorio, che Luca Maffei definisce “l’organo del profumiere”. Ed è proprio in laboratorio che dalla richiesta del cliente si inizia a scrivere la formula, che può contenere da un minimo di 35 materie prime ad un massimo di 90. Successivamente ogni ingrediente scelto viene pesato e messo in alcool. Inizialmente la formula creata si sente su un cartoncino per sentire esclusivamente la fragranza, e solo successivamente, se piace a colui che l’ha creato lo si fa indossare a diverse persone, in modo tale da notare come lo stesso possa potenzialmente cambiare le varie sfumature olfattive. La fase finale consiste nel presentarlo al cliente che può o approvarlo o modificarlo.


È importante sottolineare come solitamente le case essenziere o i nasi lavorino in Challenge, ciò significa che la creazione di una determinata fragranza sia chiesta a più case. Ciò significa, ci spiega Luca Maffei, come a volte si lavori su progetti che poi non vadano a buon fine; ma questo risulta, allo stesso tempo, stimolo al miglioramento continuo ma anche come prova di come vari nasi interpretino diversamente lo stesso messaggio olfattivo.


Curiosità


Alla domanda quale sia il profumo che più si ricolleghi al concetto di lusso tra quello di rosa, o incenso e cuoio; la maggior parte pensa che il concetto di lusso si ricolleghi molto più al profumo dell’incenso e del cuoio rispetto che a quello della rosa.

Sebbene da un punto di vista di valore della materia prima, la rosa sia uno tra gli ingredienti più costosi*; si nota come il consumatore venga influenzato dalla forma olfattiva degli ingredienti e quindi connetta al concetto di lusso un ingrediente che riporti al sacro come l’incenso; mentre una nota più delicata e trasparente come la rosa possa dare meno questa sensazione.

Oltre alla rosa, primeggia tra gli ingredienti più costosi un’essenza meno scontata e più ricercata: l’Assoluta di Iris Fiorentino. Quest’ultima cresce solo in una determinata area geografica, molte case la desiderano e di conseguenza il valore percepito è altissimo. L’assoluta è un fiore estremamente particolare, il suo profumo deriva dalle radici del fiore (rizomi) quindi per crearne l’essenza le radici vengono estratte, fatte essiccare per almeno 4 anni, e solo successivamente ne viene estratta l’essenza.

Altro ingrediente particolare e ricercato è la famosa ambra grigia. Essenza molto rara, si pensi che questa deriva dai calcoli di animali come la balena o il capodoglio. Concretamente l’ambra grigia viene ricavata da enormi pietre che galleggiano per anni nei mari finché depositandosi su spiagge vengono raccolte per fare infusioni e tinture da utilizzare nei profumi. Inutile dire che questo ingrediente, oggi poco utilizzato, abbia caratteristiche olfattive molto saline, marine e iodate.


Per concludere non si poteva non chiedere a Luca Maffei la fatidica domanda: “Dove si indossa il profumo?”. Domanda da un milione di dollari, risponde sorridendo. Si dice che vada messo nei punti più caldi, contenendo alcol, quindi sui polsi e dietro al collo. Ma personalmente, Luca Maffei confessa che lui di solito lo indossa sul colletto della camicia o sulla t-shirt, in modo tale da ritrovarlo piacevolmente ogniqualvolta muova la testa.



È inevitabile, quindi, che nel corso del tempo la maestria del profumiere sia stata associata a categorie come la religione per gli antichi, la poesia, la magia, la scienza; ma soprattutto alla creatività e Luca Maffei ne è esempio. La creazione di profumi è sì tecnica ma anche filosofia.


*Per ottenere un litro di olio essenziale di rosa servano circa 4 tonnellate di petali di rosa (14.000 euro/kg).